🌊 Bollettino del mare — Nord Adriatico
Lo stato del mare previsto scritto a parole, tre ore per tre ore: mare calmo,
poco mosso o mosso, altezza dell'onda, nodi di vento e nome del vento (bora, scirocco,
libeccio…). Sono gli stessi dati dei meteogrammi WW3,
ma senza dover leggere un grafico. Le previsioni vengono dal modello
WAVEWATCH III alimentato dal vento WRF di Meteomin.
Il semaforo segue lo stato del mare più alto della fascia:
verde calmo, quasi calmo, poco mosso — fino a 0,50 m
arancio mosso — da 0,50 a 1,25 m
rosso molto mosso e oltre — da 1,25 m
Il vento non entra nel semaforo, di proposito: diverse località stanno in canali
e rade dove l'onda resta bassa perché il fetch (il tratto di mare aperto su cui il vento
può lavorare per formare l'onda) è corto, e un semaforo sul vento le colorerebbe di rosso con
l'acqua piatta. Il vento resta scritto accanto, in nodi.
📋 Previsione per fasce di tre ore
gio 13/08onda fino a 0,24 m · vento fino a 12 nodi
ven 14/08onda fino a 0,24 m · vento fino a 13 nodi
sab 15/08onda fino a 0,16 m · vento fino a 9 nodi
dom 16/08onda fino a 0,24 m · vento fino a 11 nodi
lun 17/08onda fino a 1,25 m · vento fino a 29 nodi
mar 18/08onda fino a 0,34 m · vento fino a 15 nodi
📖 Come leggere il bollettino
La previsione copre 126 ore e ogni giornata è divisa in
otto fasce da tre ore — notte, mattina, pomeriggio e sera, due fasce ciascuna.
Per ogni fascia il modello dice quanto sarà alta l'onda, da dove arriverà, quanto e da dove
soffierà il vento.
Mare e onda. La parola (calmo, poco mosso, mosso…)
viene dalla scala Douglas, la classificazione usata nei bollettini nautici per
descrivere lo stato del mare a parole. Accanto c'è il numero da cui deriva: Hs,
l'altezza d'onda significativa, cioè la media del terzo più alto delle onde — non l'onda
massima, che può essere sensibilmente più alta. Sono indicate la minima e la massima della fascia,
con la massima in evidenza.
Periodo (Tp) è il periodo di picco: quanti secondi passano fra una cresta e la
successiva, per la componente più energica del mare. Valori bassi (1–4 s) vogliono dire mare
corto e ripido, generato dal vento lì sul posto; valori alti (oltre 6–7 s) indicano onda lunga
arrivata da lontano, più regolare e con creste più distanti. Un trattino non è un dato mancante:
significa onda sotto i 5 cm, dove il periodo non è definito.
Il vento è in nodi (1 nodo = 1,852 km/h), con la minima e la
massima della fascia, seguito dalla descrizione a parole (brezza tesa, vento
moderato, vento fresco…). Poi il nome locale del vento e la direzione da cui
proviene, sia col punto cardinale sia in gradi. I gradi servono: quando il nome del vento cambia
fra due fasce vicine — per esempio levante e bora — dicono se il vento è girato
davvero o se ha solo attraversato il confine fra due settori restando dov'era.
Il vento è dato come variabile, senza direzione, in due casi: quando soffia sotto
i 5 nodi, perché lì la direzione è solo rumore, e quando dentro le tre ore ha girato troppo perché
una media abbia senso. Il secondo caso è meno raro di quanto sembri: a Chioggia il modello ha
previsto vento da 164°, poi 288°, poi 88° in tre ore consecutive con 13–17 nodi; la media
avrebbe dato 132°, cioè uno scirocco da SSE mai esistito, con abbastanza vento da essere creduto.
Le previsioni sono puntuali sul nodo della griglia WW3 più vicino alla località: la
distanza è indicata nell'intestazione. Vicino a riva vanno tenuti in conto la rifrazione, il
frangimento sui bassi fondali e le riflessioni dalle strutture portuali, che il modello non risolve
a piena scala. Ogni run parte da mare piatto: nelle prime ore il mare si sta ancora formando e
quindi il modello tenderà a sottostimarlo. La qualità della previsione decresce col passare
dei giorni.